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Plastica galleggiante vs sul fondale: qual è peggio?

28 settembre 2025

Plastica galleggiante vs sul fondale: qual è peggio?

La plastica galleggiante è visibile, ma molta affonda o si deposita sul fondale. Questa analisi spiega differenze, rischi, pulizia tra superficie e fondale, e cosa funziona oggi.

Introduzione

Le immagini dell’inquinamento marino mostrano spesso bottigliette e sacchetti alla deriva. La plastica galleggiante è reale e pericolosa, eppure una parte consistente dei rifiuti marini non resta in superficie: si frammenta, si impregna d’acqua e alla fine si deposita sul fondale. Questi due destini—superficie e fondale—producono rischi diversi, richiedono risposte diverse e spiegano perché prevenzione e attività di raccolta verificate devono procedere insieme. L’articolo chiarisce meccanismi, impatti e il ruolo delle operazioni di raccolta là dove i rifiuti incontrano l’acqua e gli ambienti marini.

Destini della plastica, rischi diversi

Dal galleggiante al bentonico

La plastica appena dispersa tende a galleggiare se la densità è inferiore a quella dell’acqua di mare. La luce solare indebolisce gli oggetti (fotodegradazione), le onde consumano i bordi, mentre il biofouling (organismi che colonizzano la superficie) ne aumenta la densità; molti oggetti perdono così la galleggiabilità e affondano. Le macroplastiche possono depositarsi rapidamente, mentre le microplastiche restano sospese, si muovono verticalmente e infine si accumulano sul fondale.

Plastica galleggiante: visibile, mobile e biologicamente “appiccicosa”

I detriti galleggianti viaggiano a lungo con correnti e vento. Si concentrano in fronti e ocean gyres, intercettano la fauna in superficie e fungono da zattera per organismi e patogeni. Intrappolamento e ingestione sono esiti frequenti per animali come tartarughe, uccelli e mammiferi marini. Le attrezzature fantasma continuano a pescare indiscriminatamente e possono danneggiare habitat poco profondi e imbarcazioni. Poiché la superficie è accessibile, il monitoraggio e l'intercettazione dei rifiuti sono fattibili, ma la mobilità dell'acqua ridistribuisce i rifiuti, rendendoli un bersaglio mobile.

Plastica sul fondale: persistente, meno visibile, con impatti sugli habitat

Una volta sul fondale, la plastica persiste in condizioni di scarsa luce e scarso ossigeno. Nei canyon, sulle piattaforme continentali (il fondale relativamente poco profondo e in lieve pendenza che circonda i continenti) e intorno alle barriere coralline, la plastica si accumula con i sedimenti (strati di particelle che si depositano sul fondo marino). I rifiuti bentonici (plastica e altri rifiuti adagiati o incorporati nei sedimenti del fondale) soffocano gli organismi, danneggiano coralli e spugne e intrappolano la fauna demersale (pesci e invertebrati che vivono vicino al fondale). Le microplastiche si concentrano nei sedimenti e possono essere rimesse in sospensione da tempeste o pesca a strascico, costituendo una fonte cronica di esposizione per le specie di fondo. La raccolta sul fondale è tecnicamente difficile, lenta e costosa; le operazioni di immersione e con ROV (veicolo subacqueo a controllo remoto) sono limitate da profondità, correnti e sicurezza.

Scala e hotspot

Le evidenze mostrano che la plastica è ormai onnipresente: zone costiere, colonne d’acqua, strati superficiali e profondità abissali. Le macroplastiche galleggianti dominano tra gli oggetti in superficie, mentre le microplastiche tra i detriti nei sedimenti. Mari chiusi (come il Mediterraneo), foci fluviali e canyon profondi mostrano hotspot di accumulo. Gli stock già intrappolati nei fiumi e sul fondale indicano che, anche con forti riduzioni alla fonte, le concentrazioni di microplastiche continuerebbero ad aumentare per decenni.

Come si interviene su entrambi i fronti

Ogyre collabora con pescatori di rifiuti locali per agire su entrambi i fronti: la plastica galleggiante in superficie e quella depositata sul fondale. Per quanto riguarda i rifiuti galleggianti, la flotta di Ogyre raccoglie dal mare i rifiuti incontrati durante le uscite in barca o le missioni dedicate; parallelamente i rifiuti ocean-bound vengono intercettati prima che raggiungano gli ambienti marini. Per quanto riguarda invece i rifiuti sul fondale marino, le operazioni privilegiano gli hotspot; in Senegal, sub addestrati effettuano immersioni programmate per raccogliere rifiuti dal fondale davanti alla costa di Dakar. Tutto il materiale raccolto viene poi conferito a cooperative certificate per la selezione, garantendo il riciclo ove possibile e lo smaltimento responsabile negli altri casi.

Due problemi, una risposta integrata

La plastica galleggiante è la parte visibile del problema, mentre la plastica sul fondale è la massa persistente e meno visibile che continua a danneggiare gli habitat nel tempo. Entrambe richiedono interventi diretti, mentre la prevenzione può limitare gli input futuri. La raccolta mirata—in superficie, sul fondale e lungo le aree costiere—riduce i rischi immediati. Un approccio integrato è coerente con il modo in cui la plastica si muove negli ambienti marini—ed è ciò di cui l’Oceano ha bisogno ora.

Fonti

  • European Environment Agency – EEA (2020), Plastics, the Circular Economy and Europe’s Environment – A Priority for Action link
  • FAO (2021), Seabed Sources of Marine Litter link
  • OECD (2022), Global Plastics Outlook link
  • Ogyre (2025), Ogyre Code of Conduct link
  • Ogyre (2025), Ogyre Protocol link
  • UNEP/MAP – Plan Bleu (2019), Socioeconomic Analysis of Marine Litter Key Best Practices to Prevent/Reduce Single Use of Plastic Bags and Bottles link
  • United Nations Environment Programme – UNEP (2021), From Pollution to Solution: A Global Assessment of Marine Litter and Plastic Pollution link
  • United Nations Environment Programme – UNEP (2024), Global Waste Management Outlook 2024 link
  • United Nations Environment Programme – UNEP (2023), Turning off the Tap: How the world can end plastic pollution and create a circular economy link
  • WWF (2022), Impacts of Plastic Pollution in the Oceans on Marine Species, Biodiversity and Ecosystems link
  • WWF (2018), Mediterraneo in trappola. Come salvare il mare dalla plastica link
  • WWF (2020), Stop Ghost Gear. The Most Deadly Form of Marine Plastic Debris link

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Ogyre propone programmi per le aziende e iniziative per le persone per unirsi alla raccolta