logo
Aggiornamenti Ogyre

Dakar, Senegal: una nuova flotta, un nuovo capitolo.

10 marzo 2026

Dakar, Senegal: una nuova flotta, un nuovo capitolo.

A Dakar, i rifiuti marini si accumulano nella Baia di Hann e sulla spiaggia di Yoff Ndenatte; il nuovo hub di Ogyre raccoglie, recupera e traccia la plastica dispersa in mare.

Panoramica

La costa di Dakar rende l’inquinamento da rifiuti marini visibile in un modo difficile da ignorare: bottiglie di plastica sulla sabbia, rifiuti domestici intrappolati lungo la linea di battigia, oggetti più pesanti impigliati sui fondali. Subacquei e residenti raccontano la stessa evoluzione nel corso dei decenni: spiagge che un tempo erano considerate bellissime oggi appaiono soffocate dai rifiuti, mentre le aree di pesca costiera si sono progressivamente impoverite. In un contesto come questo dove i rifiuti non smettono mai di accumularsi, un hub di raccolta è indispensabile: una volta entrati in acqua, i rifiuti vengono ridistribuiti da onde e correnti, per poi tornare ad accumularsi sulla costa. È proprio questo circolo vizioso che rende necessaria una raccolta continua, documentata e mirata a percorsi di fine vita regolari.

Perché Dakar

Cosa dicono i dati

La pressione della plastica in Senegal è misurabile. Lo scorso anno, il Plastic Overshoot Day del Senegal è caduto il 30 gennaio 2025: in altre parole, il sistema di gestione dei rifiuti del Paese riesce a prendersi cura solo della plastica generata nei primi 30 giorni dell’anno. Da lì in avanti, la produzione supera la capacità di gestione e una parte dei rifiuti finisce inevitabilmente dispersa nell’ambiente. I dati del 2025 riportano un Mismanaged Waste Index del 91,73%, con 173.645 tonnellate di plastica stimate come mal gestite su 189.305 tonnellate complessive generate. Lo stesso studio stima inoltre la dispersione di 1.657 tonnellate di microplastiche nei corsi d’acqua durante il 2025.

Come si accumulano i rifiuti a Dakar

Gli indicatori nazionali del Senegal mostrano quanto velocemente i rifiuti plastici possano superare la capacità di gestione. Dakar è il punto in cui questa pressione si concentra di più, in quanto una delle aree più inquinate del Paese.

Per lungo tempo, i servizi di raccolta non sono cresciuti allo stesso ritmo della popolazione e questo ha significato meno possibilità di smaltimento sicuro a livello di quartiere, e l’abbandono dei rifiuti in strada, sulle spiagge o direttamente in mare è diventato uno sbocco abituale. Una volta entrati nel sistema costiero, i rifiuti seguono una dinamica piuttosto precisa: il mare agitato li trascina in acqua e la serie successiva di onde li riporta a riva, concentrandoli lungo la battigia in una fascia di detriti ben visibile.

Rifiuti abbandonati ad Hann Bay
Rifiuti abbandonati ad Hann Bay

I due hotspot principali

La Baia di Hann e la spiaggia di Yoff Ndenatte sono due luoghi in cui questa dinamica è particolarmente evidente.

  • Nella Baia di Hann, si racconta che i rifiuti arrivino non solo dagli scarichi locali, dall’abbandono diretto e dagli sbocchi delle acque reflue, ma anche dal movimento delle correnti costiere, che li trasportano e li concentrano nella baia. Un sub attivo nell’area spiega che le correnti provenienti da altre zone della costa, come Kayar, portano detriti fino a qui, aggiungendo input esterni a quelli già generati localmente. Hann è ancora ricordata per ciò che è stata: una delle spiagge più belle dell’Africa occidentale. Oggi, però, l’immagine che colpisce subito è la linea di battigia, dove i rifiuti vengono trascinati dal mare e poi restituiti alla riva, in un accumulo continuo. Non a caso, la Baia di Hann viene spesso citata tra le aree costiere più inquinate al mondo.
  • Sulla spiaggia di Yoff Ndenatte, il problema si vede meno in superficie e molto di più sott’acqua. Qui i rifiuti più vecchi, con il tempo, si appesantiscono: assorbono acqua, trattengono sabbia, si coprono di materia organica e finiscono per affondare, accumulandosi sul fondale. Le testimonianze locali restituiscono un’immagine diretta e senza filtri: “sul fondale c’è moltissima spazzatura”, tra cui “pneumatici, reti da pesca… plastica”.

Quando i rifiuti continuano ad arrivare, una sola pulizia non cambia nulla. Serve un sistema: interventi ricorrenti, filiere di recupero per il materiale raccolto e, insieme, un cambiamento culturale che riduca l’abbandono all’origine. Agire a livello locale significa anche rendere il problema visibile e la risposta concreta: vedere la raccolta in azione aiuta a capire dove i rifiuti devono essere smaltiti e rafforza il senso di responsabilità verso gli ecosistemi costieri e marini.

Come funziona l'hub di Dakar

A Dakar, la raccolta deve avvenire su due fronti contemporaneamente: lungo la battigia, dove il moto ondoso riporta i rifiuti a riva e li rimette continuamente in circolo, e sui fondali, dove i materiali più pesanti si accumulano sott’acqua e compromettono gli habitat. L’hub di Ogyre organizza interventi ricorrenti nella zona di Yoff Ndenatte Beach con subacquei certificati e nella Baia di Hann. L’obiettivo è chiaro: dare una seconda vita a tutta la plastica raccolta che può essere riciclata, grazie alla collaborazione con i partner locali. Anche la tracciabilità fa parte del sistema: ogni attività viene registrata tramite una piattaforma abilitata da blockchain, così che peso, luogo di raccolta e fotografie dei lotti di rifiuti restino verificabili lungo l’intera filiera.

Come si misura il progresso

Questa situazione non cambierà con interventi isolati: cambierà solo se la pressione dei rifiuti inizierà a ridursi nel tempo. I segnali del progresso sono concreti: meno rifiuti che si accumulano sui fondali nelle aree monitorate con immersioni ripetute, meno materiale che torna a depositarsi lungo la riva dopo le mareggiate, e una filiera di recupero capace di accompagnare con continuità ciò che viene raccolto verso la selezione, il riciclo o uno smaltimento responsabile. A questo si aggiunge un altro indicatore decisivo: una maggiore consapevolezza diffusa, che rende l’abbandono dei rifiuti sempre meno accettato come pratica ordinaria. Nel tempo, una raccolta costante e visibile può anche aumentare la pressione sulle istituzioni perché rafforzino servizi e infrastrutture, aprendo la strada a un cambiamento più profondo nel modo in cui i rifiuti vengono gestiti in tutta la zona.

Fonti

  • Interviste sul campo Ogyre nella Baia di Hann e nell’area di Yoff, Ogyre (2026)
  • Plastic Overshoot Day – Report 2025, EA-Earth Action (2025) link

Ogyreraccoglieplasticainmare

Ogyre propone programmi per le aziende e iniziative per le persone per unirsi alla raccolta