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Cosa cambia con il PPWR per il packaging?

15 settembre 2026

Cosa cambia con il PPWR per il packaging?

Il PPWR ridisegna le regole europee sugli imballaggi, introducendo nuovi requisiti in materia di prevenzione, riuso, riciclabilità e responsabilità dei produttori a partire da agosto 2026.

Panoramica

Il Regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, comunemente noto come PPWR, è diventato applicabile in tutta l’Unione Europea il 12 agosto 2026. Il regolamento riguarda tutti gli imballaggi e i relativi rifiuti, indipendentemente dal materiale o dalla loro origine, e ne disciplina l’intero ciclo di vita: dalla produzione e dall’utilizzo fino alla gestione del fine vita.

L’obiettivo non è soltanto migliorare il riciclo, ma anche prevenire l’uso di imballaggi non necessari, favorire il riuso e la ricarica e mantenere i materiali in circolo il più a lungo possibile. Poiché le scelte di design determinano sia ciò che viene immesso sul mercato sia ciò che potrà essere recuperato successivamente, la progettazione del packaging ha effetti sull’intera catena del valore.

Un unico regolamento, numerosi cambiamenti

Il PPWR sostituisce un quadro normativo frammentato con regole comuni per gli imballaggi immessi sul mercato europeo. Gli imballaggi conformi possono circolare liberamente tra gli Stati membri, che in linea generale non possono introdurre requisiti nazionali contrastanti, salvo nei casi espressamente previsti dal regolamento. Oltre ad armonizzare il mercato, il nuovo quadro normativo punta a ridurre i rifiuti di imballaggio e a favorire un’economia circolare coerente con l’obiettivo europeo della neutralità climatica entro il 2050.

Design e materiali

Il regolamento interviene a monte, prima ancora che un imballaggio diventi rifiuto. Gli imballaggi devono ridurre al minimo la presenza di sostanze nocive e utilizzare solo il peso e il volume realmente necessari. L’impiego di materiale aggiuntivo non può essere giustificato unicamente da ragioni di marketing o dalla percezione dei consumatori.

Sono inoltre vietate, fatte salve specifiche tutele legate al design o ai marchi, le soluzioni concepite per far apparire un prodotto più grande di quanto sia realmente, ad esempio attraverso doppi fondi o doppie pareti.

Anche la riciclabilità diventa un vero e proprio requisito di progettazione. Gli imballaggi dovranno essere progettati per consentire il riciclo dei materiali e, dal 2035, dovranno poter essere raccolti, selezionati e riciclati su larga scala. Dal 2030 entreranno inoltre in vigore classi di prestazione relative alla riciclabilità, seguite da requisiti più stringenti a partire dal 2038.

Gli imballaggi in plastica dovranno inoltre contenere percentuali minime di materiale ricavato da rifiuti plastici post-consumo, cioè plastica scartata dopo l’utilizzo, con alcune esenzioni previste per specifiche categorie.

Meno spazio vuoto

Il PPWR interviene direttamente anche sul volume superfluo degli imballaggi. Entro il 2030, gli imballaggi multipli, da trasporto e per l’e-commerce utilizzati dagli operatori economici non potranno contenere più del 50% di spazio vuoto. Anche gli imballaggi destinati alla vendita dovranno ridurre al minimo gli spazi inutilizzati, pur continuando a svolgere correttamente la propria funzione.

Dallo stesso anno saranno inoltre soggetti a restrizioni diversi formati monouso in plastica. Tra questi rientrano alcune pellicole utilizzate per raggruppare i prodotti nei punti vendita, gli imballaggi per quantità inferiori a 1,5 kg di frutta e verdura, le monoporzioni di condimenti, i piccoli prodotti da toilette negli hotel e la maggior parte dei sacchetti di plastica ultraleggeri.

Sono previste alcune eccezioni, quindi non si tratta di un divieto generalizzato per tutte le applicazioni.

Riuso e ricarica

Il regolamento considera il riuso come un vero e proprio sistema, non semplicemente come una caratteristica dell’imballaggio.

Gli imballaggi riutilizzabili devono essere in grado di sostenere più cicli di utilizzo, rimanere sicuri, igienici e riciclabili e consentire operazioni di ricarica ed etichettatura senza compromettere la qualità del prodotto. Le imprese devono inoltre garantire sistemi adeguati per la raccolta, il riuso e il ricondizionamento degli imballaggi prima di una nuova rotazione.

A partire dal 2030, specifici target inizieranno a modificare anche i modelli distributivi. Entro quella data, il 40% degli imballaggi da trasporto e il 10% degli imballaggi multipli dovranno essere riutilizzabili. I distributori di bevande dovranno inoltre garantire che il 10% dei prodotti venga commercializzato in imballaggi riutilizzabili.

Per il 2040 sono previsti obiettivi indicativi rispettivamente pari al 70%, 25% e 40%, con deroghe per determinate imprese, settori e condizioni geografiche.

La transizione per il settore del takeaway inizierà prima: dal 2027 i clienti dovranno poter utilizzare contenitori propri senza costi aggiuntivi, mentre dal 2028 dovrà essere resa disponibile anche un’opzione riutilizzabile per l’asporto, senza sovrapprezzo.

Una responsabilità condivisa

Il PPWR distribuisce le responsabilità lungo tutta la filiera.

In base al principio della responsabilità estesa del produttore, i produttori devono sostenere i costi necessari per la raccolta, la selezione e il riciclo degli imballaggi. I contributi modulati, ovvero differenziati in base alle prestazioni ambientali, sono pensati per premiare l’eco-design e la riciclabilità.

I produttori devono inoltre valutare la conformità dei propri imballaggi, predisporre una dichiarazione UE di conformità e conservare la documentazione tecnica per cinque anni, o per dieci anni nel caso degli imballaggi riutilizzabili.

Importatori e distributori hanno specifici obblighi di verifica, mentre i fornitori devono mettere a disposizione le informazioni necessarie per dimostrare la conformità. Gli operatori che si occupano della gestione dei rifiuti devono comunicare ogni anno i dati relativi ai rifiuti di imballaggio.

Gli Stati membri, infine, devono garantire infrastrutture adeguate per la raccolta, la selezione e il riciclo e introdurre, entro il 2029, sistemi di deposito cauzionale per i contenitori monouso per bevande in plastica o metallo, salvo nei casi in cui siano già stati raggiunti elevati tassi di raccolta.

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Oltre la value chain

Il PPWR richiede alle aziende di intervenire all’interno della catena del valore del packaging, dalla scelta dei materiali e dalla progettazione fino al riuso, al riciclo e alla gestione del fine vita. Queste misure, a monte e lungo la filiera, sono fondamentali per prevenire gli imballaggi non necessari, migliorare la circolarità e ridurre il rischio che i rifiuti sfuggano ai sistemi formali di raccolta e gestione.

Allo stesso tempo, la responsabilità ambientale può estendersi anche oltre la catena del valore.

Una parte dei rifiuti di imballaggio si è già accumulata negli ambienti marini e lungo le coste, dove può danneggiare gli ecosistemi e rimanere al di fuori dei sistemi formali di gestione dei rifiuti. Le attività di raccolta possono intervenire su questo inquinamento già esistente e contribuire a intercettare i rifiuti prima che raggiungano l’Oceano.

Questi interventi non sostituiscono la riduzione degli imballaggi, i sistemi di riuso, l’impiego di materiale riciclato, la responsabilità estesa del produttore o qualsiasi altro obbligo previsto dal PPWR. Rappresentano invece un’azione complementare, finalizzata a intervenire su impatti che si sono già verificati e che, in assenza di misure adeguate, rischiano di aggravarsi progressivamente.

Ogyre rappresenta un esempio di questo approccio beyond the value chain. Collabora con pescatori e comunità locali in Italia, Brasile, Indonesia e Senegal per raccogliere rifiuti dagli ambienti marini e intercettarli lungo le aree costiere.

I materiali raccolti vengono trasferiti a cooperative e partner locali, che si occupano della selezione, del riciclo dove possibile o di una gestione responsabile del fine vita. Le attività vengono inoltre tracciate attraverso tecnologia blockchain, a garanzia della tracciabilità e dell’integrità dei dati.

Questa distinzione è fondamentale anche ai fini di una comunicazione ambientale credibile. La conformità al PPWR riguarda il rispetto dei requisiti normativi applicabili agli imballaggi immessi sul mercato europeo, ad esempio in termini di progettazione, etichettatura, riuso e gestione del fine vita.

Le attività documentate di raccolta dei rifiuti marini riguardano invece un intervento distinto, realizzato oltre la catena del valore, dopo che la dispersione si è già verificata o nei contesti in cui l’inquinamento è già presente.

Comunicare correttamente le due dimensioni permette di mostrare in modo trasparente come le aziende possano agire sia all’interno della propria catena del valore, migliorando i sistemi di packaging, sia oltre la catena del valore, contribuendo ad affrontare impatti ambientali già esistenti.

Dal singolo imballaggio al sistema

Il PPWR sposta l’attenzione dal singolo imballaggio al sistema complessivo in cui questo viene progettato, utilizzato e gestito.

La quantità di materiale deve essere ridotta fin dalla fase di progettazione; gli imballaggi riutilizzabili richiedono sistemi di raccolta e ricondizionamento; il riciclo dipende dalla capacità di selezione e dalla presenza di mercati in grado di valorizzare i materiali recuperati; mentre la responsabilità estesa del produttore collega direttamente le scelte commerciali ai costi di gestione del fine vita.

L’applicazione del regolamento dal 12 agosto 2026 rappresenta quindi solo l’inizio di una transizione graduale, con requisiti importanti destinati a entrare in vigore nel 2027, 2028, 2029, 2030, 2035 e 2038.

La direzione, però, è già chiara: prevenire innanzitutto gli imballaggi non necessari, mantenerli in uso il più a lungo possibile quando possono essere riutilizzati e progettare quelli che restano affinché possano essere recuperati e riciclati su larga scala.

La raccolta dei rifiuti già dispersi in mare e lungo le coste continua a essere necessaria per intervenire su ciò che si trova già al di fuori di questi sistemi. Ma per ottenere risultati duraturi è essenziale prevenire la dispersione alla fonte.

Fonti

European Parliament and Council of the European Union (2025), Regulation (EU) 2025/40 of 19 December 2024 on packaging and packaging waste. link

Ogyre (2025), Ogyre Protocol pdf

Ogyreraccoglieplasticainmare

Ogyre propone programmi per le aziende e iniziative per le persone per unirsi alla raccolta